C’è un filo rosso che lega la chiusura di un bar di provincia negli anni ‘90 al successo della tua azienda oggi
E che tu ci creda o no, non sarà la qualità del tuo prodotto, la tua posizione geografica o le foto “carine” che posti sui tuoi social a salvarti dal fallimento, bensì la mancanza di un sistema guidato dai numeri.
La storia che ho vissuto sulla mia pelle, quella della mia famiglia e di mio padre, me l’ha insegnato nel modo più doloroso possibile.
Era il 15 dicembre 1998. Il giorno in cui il Bar Mokambo, l’attività di famiglia fondata da mio nonno, il lavoro di una vita, abbassa per sempre la serranda.
Mio padre ci lavorava senza risparmiarsi, ma non viveva felice la vita del bar. Era un commerciante, titolare di un’attività locale storica, ambizioso, proprio come te, con un prodotto straordinario, che però viveva in un’epoca che ricercava altro.
Il mercato voleva...
… quantità più che qualità.
Voleva colori accesi, forti, brillanti e l’immancabile gusto fragola anche a dicembre e con quell’ “effetto vetrina” che oggi è la norma.
Mio padre aveva...
… la sostanza, la cura e l’esperienza.
Ma non aveva il sistema corretto per comunicare la sua artigianalità, il suo credo, la sua storia. Insomma, quel valore che si poteva solo assaggiare. Era muto in un mondo che non faceva altro che urlare.
Per anni l’ho visto combattere un dolore silenzioso e vivere un paradosso: avere un prodotto eccellente che lo rendeva orgoglioso, ma essere allo stesso tempo infelice perchè mancava quel “qualcosa” che poteva essere una soddisfazione economica maggiore, l’afflusso diverso di clienti o più tempo libero da dedicare a noi, i suoi figli.
Avere un prodotto eccellente che lo rendeva orgoglioso, ma essere allo stesso tempo infelice perché mancava quel “qualcosa”
C’era tutto: la sostanza, l’esperienza, il saperci fare, ma mancava un sistema per far emergere quel potenziale.
E quell’esperienza, vissuta direttamente e indirettamente sulla mia pelle, quel vissuto tra le mura di casa e del bar, quella crepa nel cuore, mi ha inevitabilmente segnato, portandomi a farmi una promessa:
Sarei scappato
Sarei scappato da quel mondo fatto di cose buone e sapori dolci, ma condite da una bella dose di incertezza, dove il talento, l’esperienza e la conoscenza non bastano per pagare le bollette.
Per questo ho rifiutato l’artigianato e il mondo del laboratorio di gelateria e pasticceria per abbracciare l’opposto: la logica fredda, le regole ferree, i sistemi che non ammettono incertezza
Alle superiori scelsi l’Istituto Tecnico Industriale, non l’Alberghiero.
Diploma di Perito Capotecnico Informatico seguito da una Laurea in Informatica e Tecnologia per la Produzione del Software a Bari, ed esperienze di lavoro lontano da casa in corporate, tra il Nord Italia e Roma.
Costruivo software e sistemi complessi per grandi aziende e spesso, in viaggio per l’Italia, scoprivo aziende familiari come la nostra che avevano lo stesso problema che aveva mio padre. Imprenditori come te, eccellenti nel proprio lavoro, ma che vivevano nel costante terrore del domani e che si ponevano la stessa domanda di mio padre:
Com’è possibile lavorare bene, avere un prodotto eccellente, ma dormire comunque male?
La risposta era la lezione che avevo ricevuto e imparato, vedendo la saracinesca del Bar Mokambo chiudere per sempre: mancava un sistema, non la buona volontà.
Credevo di essere scappato, invece stavo solo prendendo la rincorsa per tornare a combattere quella guerra e vincerla, questa volta
Nel 2015 il passato è tornato a bussare. Forte, violento, come una canzone di Venditti in cui le cose “fanno dei giri immensi e poi ritornano”.
A casa dei nonni, frugando qua e là, è riapparso un vecchio libro di appunti e di ricette che apparteneva al nonno e, prima ancora, a zio Luigi Marseglia.
Lì dentro, scritta a mano, con una calligrafia di altri tempi, c’era la formula originale del gelato, la ricetta del 1840. Non un semplice elenco di ingredienti, ma la sintesi di quell’artigianalità pura e viscerale che credevo di aver rifiutato per sempre scappando nel mondo ordinato dell’informatica.
Luigi Marseglia (zio Luigi) – il maestro pasticcere che ha insegnato l’arte del gelato artigianale a mio nonno
In quel momento, in quella stanza, le due metà della mia vita si sono scontrate: l’ingegnere informatico si è trovato a guardare negli occhi il figlio del gelatiere. E mi sono posto la domanda che ha cambiato tutto:
Cosa succede se prendiamo quel gelato artigianale e proviamo a sostenerlo, promuoverlo e presentarlo alle persone usando un sistema scientifico?
Nel luglio 2016, Mokambo Gelateria riapre, ma non avevamo idea di come sarebbero andate le cose
Ci sentivamo invisibili, nascosti a Ruvo di Puglia, e lenti.
Volevamo imporre un prodotto da 40 ore di lavorazione in un mondo che vuole tutto e subito.
Eppure. c’è un bel paradosso…
Nessuno entrerebbe in una pizzeria che usa impasti surgelati, giusto? Sarebbe uno scandalo.
Ma nelle gelaterie, le “polverine magiche” pronte in 20 minuti sono la norma.
Noi eravamo l’eccezione scomoda e avevamo paura che il mercato moderno, che premia l’estetica rispetto alla sostanza, ci avrebbe masticati e sputati come era già successo nel 1998.
Per questo ho deciso di non giocare secondo quelle regole.
Abbiamo riaperto senza fuochi d’artificio, niente inaugurazioni con i palloncini, niente post sui social.
Non volevo fare rumore, volevo fare soldi.
Invece che sperare nel miracolo del passaparola o nelle “foto carine” delle agenzie, ho fatto una scelta radicale:
Ho applicato il Sistema, iniziando a raccogliere dati, esattamente come faccio oggi per i miei clienti. Sono partito da zero.
All’inizio era solo carta e penna, e ancora oggi conservo le schede firmate dai primi clienti. Ho contato ogni singolo scontrino e misurato ogni ritorno di investimento, senza tralasciare neppure un feedback dei clienti.
Ho applicato la mentalità ingegneristica tipica delle grandi corporate al bancone di una gelateria.
I risultati?
Va be, mi dirai, “Vincenzo…facile per te, sei in Puglia!”
Qualora non mi conoscessi, è bene che tu sappia che io non vivo né lavoro in una zona favorevole, con “grandi folle affamate” e fiumi di turisti.
Sono cresciuto a Ruvo di Puglia, una delle città più antiche del mondo, a forte vocazione agricola, dove il massimo del turismo è dato dai cugini e vari figli di fratelli che sporadicamente tornano a trovare i loro parenti “di giù”.
Fine.
Ti dico questo per farti comprendere che queste dinamiche hanno funzionato e funzionano anche dove il mercato è poco ricettivo e difficile.
Vedere la fila in un posto “morto” come Ruvo, se da una parte mi ha reso estremamente orgoglioso, dall’altra mi ha fatto arrabbiare, perché ho capito quale fosse il problema.
Ho capito che per anni avevamo dato la colpa ai fantasmi:
... la crisi, la zona, la sfortuna, la gente che non capisce.
Non mancavano la buona volontà, l’eccellenza del prodotto, non mancava neppure la gente. Avevamo il carburante, ma mancava il motore.
È stato in quel momento, guardando l’incasso di fine giornata, che ho visto il filo rosso: il prodotto “troppo genuino” che aveva fatto chiudere il Bar Mokambo era diventato la nostra arma vincente.
Ma solo perché ora aveva un motore sotto al cofano.
La lezione che ha cambiato tutto, e che oggi è il pilastro del Metodo Prometeo è questa:
L’artigianalità (la tua competenza, il tuo prodotto) ti rende unico, ma solo il Sistema (i dati, la strategia) ti rende solido. Invincibile. Inattaccabile.
Avevo testato il metodo su me stesso, con i miei soldi, il mio rischio e la storia della mia famiglia alle spalle. E funzionava. Mokambo Gelateria non era più una “gelateria qualsiasi” a Ruvo. Bensì una tappa scelta da molti, visitata da chi vive a 30-40-50 e anche 100 Km di distanza.
Dall’esordio su Italia 1 ai clienti arrivati da New York solo per noi: ecco cosa succede quando il Metodo Prometeo trasforma la tua storia in un caso internazionale
Per questo, nel 2017, ho dato vita e forma a quell’idea che oggi é Prometeo Media.
E non l’ho fondata per “gestire social” o “fare contenuti”, come facevano e fanno tuttora le agenzie che spuntano ovunque.
L’ho fondata con un obiettivo preciso:
Prendere i sistemi utilizzati delle grandi aziende e adattarli ad aziende locali come la mia, come la tua.
Ho creato la mia agenzia per dare agli imprenditori locali ambiziosi (come mio padre, come me e come te) l’unica cosa che fa davvero la differenza tra il dolore silenzioso del fallimento e la serenità del successo:
UN SISTEMA
E quel nome, Prometeo, non è casuale.
Nella mitologia greca, Prometeo è il titano che ruba il fuoco agli dèi e lo dona agli uomini per migliorarne la condizione umana. Prometeo, in greco antico Προμηθεύς, Promethéus è
“colui che riflette prima”
Esattamente quello che facciamo noi: prima riflettiamo, attraverso l’analisi e il processo di onboarding, poi “rubiamo il fuoco”, ovvero entriamo in azione applicando la strategia per iniziare a raccogliere i risultati.
È ciò che portiamo ogni giorno alle aziende locali che vogliono smettere di inseguire le mode e iniziare a costruire risultati.
Ho fondato Prometeo posizionandomi contro il modello delle "web agency" tradizionali, il motivo per cui imprenditori come te oggi sono scettici, spaventati di "essere fregati" di nuovo
Perché cosa ti vendono le comuni agenzie?
Ti vendono “i social”.
Ti vendono “contenuti e i reels”.
Ti vendono “foto emozionali”.
Ti vendono “visibilità”.
“mood board”, “impressions”, “likes” e altri termini “awana sghepps” che, diciamocelo chiaramente, sembrano termini usati più per impressionare il prossimo anziché per comunicare l’effettivo valore del lavoro.
Ecco svelato il modo in cui normalmente le agenzie lavorano
Prima le “foto perfette per Instagram”, poi i “balletti su TikTok”, domani chissà cosa. Ti vendono esattamente quello che voleva il mercato nel 1998: “l’effetto vetrina”.
Ma tu e io sappiamo la verità, che i “like” dei tuoi amici, dei parenti, dei tuoi conoscenti e le foto carine che pubblichi sui tuoi social non pagano gli affitti, le tasse, i dipendenti e i fornitori.
È per questo che io non vendo "contenuti"
… ma costruisco sistemi che impianto nella tua azienda locale.
Non faccio “post”,”stories” o copy densi di emoji che grazie alla diffusione di ChatGPT vediamo dappertutto.
Io implemento processi.
Ma cos'è questo SISTEMA?
Un “sistema” è un impianto di marketing che lavora dentro la tua azienda, un motore che genera un flusso costante di clienti, ti dà il pieno controllo sui numeri e, finalmente, ti restituisce la serenità.
È per questo che i nostri clienti sono ancora con noi dopo 7-8 anni.
Perché trasformiamo attività anonime in punti di riferimento locali.
Infatti, non promettiamo “visibilità”, costruiamo risultati, e i risultati parlano chiaro:
I nostri clienti restano con noi per anni, perché il Sistema funziona davvero
Pensaci un attimo, rifletti sul tuo: quante volte ti sei affidato all’agenzia X perché fa foto belle?
Cosa pensavi di ottenere? Più clienti vero? Bene…e cosa è successo?
Cambiato poco o nulla.
E ancora, quella collaborazione con gli "influencer" pagati a suon di post e stories a partire da 400€ a cosa ti ha portato?
Pensavi che “siccome lui/lei è seguito in tanti vedranno il mio locale e torneranno da me?”
Bene, e come pensi che potrebbero tornare? Per quale motivo? Perché sei simpatico?
Perché fai prodotti “di qualità”? Ah la qualità! Ti sfido a trovare una persona che faccia impresa e che abbia il coraggio di dire: “Signori i nostri prodotti sono di qualità media perché dobbiamo contenere i costi, ma la spacciamo per ottima!”
“Ca**o questo tizio sembra leggermi nel pensiero”, sono state queste le parole di un cliente l’altro giorno.
Me talking at Lego Conference 2024
Il problema è che vedi un sistema di marketing come un’altra spesa, un’altra voce in uscita nel tuo bilancio che, magari, sanguina già.
E qui scatta il paradosso:
Ti spaventa investire in un sistema che porta clienti, ma non batti ciglio quando l’influencer di turno ti chiede 400€ per una foto o per un TikTok che magari farà migliaia di visualizzazioni e likes, ma che non ti porterà neanche mezzo cliente.
Siamo alla follia. Quando mi dicono:
“Ehm ma io non ho budget per un sistema”
È una bugia.
La verità è che il budget lo hai già, solo che lo stai letteralmente buttando dalla finestra.
In questo momento, molto probabilmente, stai già spendendo 1000€-2000€ o più al mese e li stai dando a una web agency per “foto più belle” o a un social media manager per “gestire la pagina” e “fare i post”.
Li stai bruciando in sponsorizzate fatte a caso, senza nessun sistema di tracciamento, senza alcun sistema di controllo dei ritorni sugli investimenti sperando che qualcosa accada.
Costi quel che costi. Ma quelli non sono COSTI, ma dei veri e propri buchi neri nel tuo bilancio.
Prometeo Media non è un costo in più.
È un INVESTIMENTO che ti fa smettere di bruciare soldi per la “visibilità” e ti fa iniziare a usarli per portare clienti reali nella tua attività.
Non ti chiedo di fidarti: ti voglio dimostrare che faccio sul serio investendo su di te prima ancora di chiederti un solo euro.
Per dimostrarti che non sto parlando di teoria, ma di un metodo applicabile subito, ho aperto 5 slot gratuiti per offrirti una sessione strategica del valore di 500€.
Parliamo di 45 minuti in cui io e te, insieme, faremo 3 cose:
Audit dei buchi neri
Analizzeremo il tuo marketing attuale per identificare esattamente dove stai perdendo soldi e perché le tue “foto carine” non convertono
Estrazione della ricetta
Identificheremo il tuo angolo d’attacco unico, quella “ricetta segreta”, come il gelato della mia famiglia, che ti rende diverso da tutti i tuoi concorrenti
Architettura del flusso
Disegneremo l’architettura esatta di un sistema di acquisizione clienti progettato per la tua attività, per generare un flusso costante e prevedibile.
Alla fine di questa sessione, avrai un piano d’azione chiaro. Da lì capiremo che siamo fatti per lavorare insieme o hai bisogno di più tempo per sistemare le tue falle.
In ogni caso, uscirai dalla chiamata con una chiarezza mentale che nessuna “agenzia di contenuti” potrà mai darti. E la cosa bella é che è GRATIS!
Prometeo Media fa per te se...
- Sei allergico alla fuffa, sei stanco di sentire parole come “awareness”, “brand love” e vuoi sentire parole come “margine”, “costo per lead”, “ROI”
- Vuoi smetterla di svegliarti la mattina chiedendoti “chissà se oggi entra qualcuno” e vuoi iniziare a decidere tu quanti clienti far entrare
- Sei un imprenditore, non un influencer mancato, e vuoi che il tuo marketing lavori per vendere il tuo prodotto, non per gonfiare il tuo ego
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E siamo a circa un quarto della missione.
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